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lunedì 9 settembre 2019

Diario di viaggio estate 2019

Come ogni anno mi piace fare il diario di viaggio:
quello vero, reale, fatto di carta dove scrivi, colori ed incolli.
Quello che ricicli dal cassetto dei vecchi quaderni di scuola.
Quello che ti invoglia ad andare al centro informazioni quando arrivi in un posto nuovo perché così hai le foto da incollare.
Quello che scrivi nel primo pomeriggio perché fa troppo caldo per uscire o la sera prima di dormire.
Quello che quando diventi mamma lo fai con i tuoi figli come tua mamma faceva con te.
Quello che quando torni dal viaggio lo mostri a tutti con tanto orgoglio.
Quello che riponi gelosamente insieme a tutti gli altri diari di viaggio che facevi già da bambina.

Quello di quest'estate eccolo qui:






















mercoledì 13 gennaio 2016

Parigi: diario di viaggio a disegni

Durante le feste natalizie si mangia come porcelli, a me piace mangiare come un porcello ma quest'anno non ce la potevo fare! Chi dice che durante queste vacanze si riposa mente sapendo di mentina oppure è andato a farsi un viaggio, noi abbiamo optato per la seconda e siamo andati a Parigi, la Ville Lumiere.
Il diario di viaggio lo faccio da quando ero bambina, se seguite il blog Le Avventure di Picasso lo sapete già se no fatevi un giro per vedere i diari passati. Solitamente attacco le foto dei depliant e faccio qualche disegnino ma questa volta ho fatto solo disegni, oppure come dicevo mentre guardavo qualcosa che mi piaceva a Parigi: "Fabio fermati, faccio una foto!" e disegnavo sul quadernino.

Insomma bando alle ciance, eccovi il diario di viaggio:

siamo partiti col TGV da Torino Porta Susa direzione Parigi Gare de Lyon, l'avevamo prenotato prima dello spiacevole attentato di novembre e comunque non abbiamo pensato nemmeno per un istante di annullare perché non ci si può mica chiudere in casa e smettere di vivere.
Treno veloce comodissimo per chi abita in nord Italia, sali in centro a Torino o Milano e scendi in centro a Parigi.
Durante il viaggio puoi:

  • leggere che a casa non hai mai tempo per finire quel libro lì
  • mangiare i paninetti con la frittata che ti sei portato da casa perché sul treno costano troppo
  • dormire svegliandoti con la testa che non sembra più attaccata al collo
  • stracciare qualcuno a battaglia navale mettendoci più a disegnare la griglia che a giocare
  • fare TUTTA la settimana enigmistica
  • bere un'intera bottiglia di vino, su consiglio della mia amica
  • ascoltare le telefonate degli altri dimenticandoti del tuo cellulare, che tanto dai sei in viaggio cosa ti frega di sapere cosa succede sui social!
  • punzecchiare con una penna il tuo fidanzato che vuole dormire o leggere 
  • guardare fuori dal finestrino e giocare a il primo che vede un albero di natale, una mucca, una macchina rossa, una bicicletta, un gatto, una casa gialla, un bambino ecc.



Parigi è bellissima tutto l'anno, ma a fine anno lo è di più perché c'è la magia del Natale nell'aria e tutte le lucine che fanno tanto romantico, ma soprattutto noi siamo stati molto fortunati perché ha sempre fatto bel tempo e non faceva nemmeno freddo, roba che credo succeda ogni 427 anni.
Arrivati a casa nel 2° Arrodissement abbiamo fatto un giretto nei dintorni, eravamo praticamente in pieno centro. Abbiamo visto il Canal St Martin con i suoi bei ponticelli.

Presi dall'entusiasmo, il secondo giorno, abbiamo camminato come matti sotto un cielo azzurrissimo e abbiamo visto:
Notre Dame BELLISSIMA forse la mia cosa preferita di tutta la città perchè ci sono i Gargoyles. 



Abbiamo passeggiato lungo la Senna fino alla Tour Eiffel, dove però c'era troppo casino di turisti e quindi fatta foto siamo andati verso l'Arco di Trionfo, da qui partono gli Champs Élysèes la via di negozi chic che abbiamo percorso fino a Place de la Concorde dove c'è la ruota panoramica e poi i giardini dove c'è poca erba e su quella che c'è non ci puoi andare sopra, non ci puoi portare il cane, non ci puoi giocare a pallone, insomma una storia triste.
La sera abbiamo mangiato da Dédé la Frites (recensione su Trip Advisor) seguendo i consigli della guida Parigi Low Cost, guida anticrisi alla città più romantica del mondo di Elena Italiani, molto ben fatta e molto utile :)



Il terzo giorno avevamo male alle gambe, che vecchi e così abbiamo deciso di camminare di nuovo a manetta, che furbi. Siamo andati al Marchè aux Puces di Saint Ouen a nord di Parigi è uno dei più antichi mercatini delle pulci ed è enorme ma ha dei prezzi veramente folli! Siamo riscossi verso il centro passando da Montmartre dove abbiamo visto la Basilica Sacré Cœur, il Muro dei Ti Amo e il Moulin Rouge.
La sera abbiamo mangiato escargots, anatra e agnello con le patate a Les Petits Carreaux (recensione su Trip Advisor). 



Il quarto giorno abbiamo visto il Marais, il Centre Pompidou dove però c'era troppa coda per entrare, l'Hôtel de Ville che sarebbe il Municipio dove solitamente c'è la pista di pattinaggio ma quest'anno c'erano delle sculture di animali fatte di plexiglass colorato.
Abbiamo proseguito fino alla Place de la Bastille ma la Bastiglia non c'è più perché se la sono presa nel 1789 con la rivoluzione! Abbiamo deciso di goderci il sole nel poco distante Jardin des Plantes, dove c'è anche lo zoo ma non ci siamo mica entrati poveri animali :(
Qui vicino c'è la famosa università La Sorbona, nel quartiere Latino degli studenti dove abbiamo anche visto la Chiesa di Saint Étienne du Mont e il maestoso Pantheon, in cui riposano gli eroi della patria francese.
Passeggiando siamo ripassati delle isole dove abbiamo visto la Sainte Chapelle, anche qui troppa coda per entrare e quindi tornando verso casa ci siamo fermati a fare shopping a Les Halles, un grande centro commerciale sotterraneo dove una volta c'era il mercato all'ingrosso. 



Il quinto giorno passando da Place de la République, siamo andati al Marchè des Enfants Rouges, molto carino con tanti banchi multietnici dove si può anche mangiare al volo, noi abbiamo pranzato al libanese. poi siamo andati al Museo Picasso, molto bello e ricco di opere di vario genere dell'artista spagnolo ma non solo, anche qualcosa dei suoi amici come il mio preferito Mirò.
La sera abbiamo scoperto un ristorantino meraviglioso vicino a casa La Petite Rose des Sables (recensione su Trip Advisor) gestito da un'anziana coppia, Zouzou e Christian, molto simpatica e ospitale.



Il sesto giorno abbiamo fatto una gita fuori porta oltre le foreste che circondano Parigi, siamo andati a trovare Alessia e Franck e i loro due gemellini appena nati. Lui fa il pompiere e abitano negli alloggi della caserma immersa nel verde, un posto veramente bello!
Nel tardo pomeriggio siamo andati a vedere la piramide del Louvre e abbiamo fatto il giro dei Passaggi Coperti, ovvero delle vie coperte che erano state ricavate all'interno dei palazzi per permettere ai ricchi di fare shopping senza infangarsi lo stivaletto. Sono molto caratteristici e sembrano fermi alla Belle Epoque, abbiamo visto Vero Dodat, Vivienne, Des Panorama e Jouffroy Verdean.
La sera abbiamo deciso di cenare da Shaba Sha (recensione su Trip Advisor) ed è stata una piacevole sorpresa giapponese.



Il settimo giorno giornata en plein air ovvero all'aria aperta, si c'era ancora un bel sole.
Siamo andati a visitare il cimitero di Père Lachaise (recensione su Trip Advisor), un posto magico dove perdersi tra le tombe di personaggi famosi e non.
Vicino c'è il quartiere Belleville tutto su e giù con un belvedere dove si vede tutta Parigi.
Poco più in la c'è il Parco di Buttes Chaumont il più bello della città secondo me, con tanto verde e un laghetto con un'isola.
Ah era Capodanno, ma purtroppo dopo gli attentati i fuochi d'artificio erano stati annullati e noi comunque eravamo parecchio stanchi dopo i millesima chilometri camminati in quei giorni, quindi abbiamo fatto una passeggiata in centro e siamo rincasati senza gloriosi festeggiamenti.
Il giorno dopo siamo tornati a casa e abbiamo lasciato posto al freddo inverno che finalmente era arrivato.
Nel viaggio di ritorno ho scritto qualche consiglio



Au revoir Paris!




venerdì 4 settembre 2015

Diario di viaggio Corsica 2015 (come quando si era bambini)

Le vacanze in estate soprattutto ad agosto sono d'obbligo per l'italiano, se si lavora con l'estero tutti ti chiedono come mai ad agosto in Italia non lavora mai nessuno?
Perché abbiamo da fare con i cocomeri e il mare.

Noi di Ivrea quando si era piccoli in vacanza si andava a Luglio, per via dell'Olivetti nostra croce e delizia, adesso siamo grandi e la delizia è svanita così si va in vacanza ad agosto quando in ferie sai non ci va proprio proprio nessuno e i prezzi sono proprio proprio economici, a meno che non prenoti l'estate prima allora magari ti fanno uno sconto del 5% che comunque conviene sai!!!

Comunque siamo italiani e quindi d'estate si va al mare, anche se il mare ce l'hai sotto casa.
Noi sotto casa abbiamo le montagne, così abbiamo deciso di andare al mare in Corsica ma poi dell'isola ci è piaciuta più la montagna.
Ci siamo andati col traghetto, il mare era mosso sia all'andata che al ritorno, avere il maldimare è come aver preso la sbronza più colossale di tutta la tua vita senza aver fatto nemmeno la festa!
Tutto questo non mi ha fermata dallo scrivere il diario di viaggio, come quando ero bambina.



Cosa serve prima di iniziare:

  • un vecchio quadernetto a righe o quadretti con i margini o senza, meglio se recuperato dal fondo di un cassetto
  • la penna, meglio se scrive perché se non funziona poi non scrivete niente
  • delle matite colorate nuove o usate, meglio se un po' mangiucchiate e con la punta che si rompe
  • quindi ovvio un temperino, meglio quello con il buco grande e quello piccolo
  • la colla stick, meglio nuova perché se poi finisce?!
  • le forbici, meglio se con la punta arrotondata perché se ve le portate in spiaggia o in gita e hanno la punta rischiate una mezza tragedia e nessuno brama le tragedie quando si è in vacanza
  • la gomma, meglio se poi non la si usa mai
  • un astuccio dove mettere tutto ciò, meglio se si chiude perché se no poi si perde tutto

Cosa serve quando si inizia:
  • avere delle storie da raccontare
  • cercare i depliant del posto che si sta visitando, perché se no poi non si ha niente da attaccare 
  • segnalare che tempo fa, perché se piove sempre e non ti piace la pioggia magari l'anno dopo vai da un'altra parte
  • scrivere cosa si fa, cosa si vede, dove si va, con chi lo si fa ma senza mettere i perché tanto in vacanza i perché non servono a niente
  • fare dei disegnini quando non si hanno foto da attaccare, troppo scritto poi annoia
  • appuntarsi cosa si mangia, perché se una cosa non è piaciuta in teoria non la si riassaggia

poi alla fin fine ognuno il diario lo fa come vuole, noi per Le Avventure di Picasso quest'anno l'abbiamo fatto così:



















lunedì 13 luglio 2015

Maniterra ed Elena Mirandola in mostra a Pila - Valle d'Aosta




ASSOCIAZIONE CULTURALE OPUNTIA
propone la mostra

Maniterra ed Elena Mirandola
di passo in passo tra ceramica e pittura

Esposizione dislocata in quattro hotel di Pila, presso i quali si potranno ammirare le opere in ceramica realizzate da Maniterra e i dipinti di Elena Mirandola.
La presentazione delle Artiste e della Mostra si terrà il 17 luglio ore 17:30 presso la Saletta Pila 2000. 

La mostra sarà visitabile dal 17 luglio al 31 agosto nei seguenti alberghi in località Pila Gressan - Valle d’Aosta: 
Hotel Chacaril
Hotel Etoile de Neige
Hotel La Chance
Hotel della Nouva























► Chiara Bossi Maniterra nasce a Milano nel 1970.
Dopo la laurea in lettere classiche all’università di Torino si trasferisce in Veneto dove ebbe la fortuna di iniziare un apprendistato in ceramica di 5 anni nel laboratorio “La bottega del tornio” del professor Domenico Toniolo a Marostica (Vicenza).
Nel 2005, dopo questa esperienza, aprirà il suo laboratorio “Maniterra” a Montalto Dora (Torino) dove tutt’ora vive e lavora.
L’esperienza “a bottega” è stata fondamentale per la sua formazione in quanto le ha permesso di apprendere direttamente in laboratorio, come un tempo, tutte le tecniche di lavorazione artigianale dell’argilla tra le quali ha curato maggiormente la tornitura sia della creta che dei gres. Dal 2002 al 2009 ha sempre partecipato all’esposizione “Nove Portoni Aperti” a Nove (Vicenza). Nel 2003 e 2004 ha esposto a “Marosticarte” a Marostica (Vicenza) nel 2006 a Keramina a Cecina (Livorno) e a Sassello (Savona) nella rassegna “ceramica Raku al femminile”. Nel 2010 ha partecipato ad Argillà Italia. Nel 2014 ha partecipato alla 54° Mostra nazionale della ceramica nella Città di Castellamonte.

► Elena Mirandola classe 1981 lavora e vive ad Ivrea, si diletta nel campo artistico sin da bambina, apparentemente i suoi tratti e la sua scrittura non si sono evoluti molto e definiscono uno stile unico, giocoso e allegro in cui spiccano i soggetti dipinti con colori vivaci su elaborati sfondi a collage. 
Ha studiato presso l'Istituto Europeo di Design di Torino diplomandosi come illustratrice professionista, ha fatto della sua passione il suo lavoro dal 2000 diventando un'artista indipendente in svariati campi: pittura, illustrazione, grafica.  Ha al suo attivo svariate mostre in Italia e all'estero in gallerie d'arte e in diversi locali e/o manifestazioni. 
Collabora con diversi artisti quali il pittore Galliano Gallo con cui realizza Laboratori creativi per bambini e adulti, la ceramista Maniterra con cui ha creato la collezione di maioliche MaMETe e gli artisti dell'Associazione ArteinFuga di cui è membro del direttivo. 
Artista sempre in movimento, ama curiosare in giro per il mondo e per il web, cercando nuovi spunti, nuove idee e nuove opportunità. 

Info
Associazione culturale Opuntia
quando le idee diventano servizi
tel. 348 70 16 244  dalle 9 alle 18
www.associazioneopuntia.it